Home Psicologia Clinica Neuropsicologia Psicoterapia Cogn. Comp.

La Neuropsicologia

Neuropsicologia

La neuropsicologia è la disciplina scientifica che studia i deficit cognitivi ed emotivo- motivazionali causati da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale, in particolare della corteccia dei due emisferi cerebrali, di strutture sottocorticali (tra le quali il talamo, i gangli della base, l'ipotalamo e l'amigdala) e dei fasci di sostanza bianca che collegano le diverse aree corticali tra loro e con le strutture sottocorticali. La neuropsicologia ha una duplice finalità. I deficit causati da lesioni cerebrali sono indagati da un lato con scopi euristici, per esplorare la struttura funzionale della mente e i suoi correlati neurali (neuropsicologia sperimentale), dall'altro con finalità diagnostiche e riabilitative (neuropsicologia clinica). Le due componenti, sperimentale e clinica, sono strettamente collegate e interdipendenti, in quanto da una parte gli avanzamenti delle conoscenze si trasferiscono nella pratica clinica e dall'altra l'osservazione clinica spesso fornisce spunti per la ricerca sperimentale (Vallar, Papagno, 2007).
La neuropsicologia è una scienza interdisciplinare che, alle sue origini, integrava conoscenze da due discipline maggiori: la neurologia e la psicologia. Oggi la neuropsicologia si avvale di contributi da diverse discipline (tra queste, la neuroradiologia, la medicina nucleare e l'elettrofisiologia) per indagare le relazioni delle funzioni mentali (e i loro deficit) con il cervello (Ibidem).
I disturbi delle funzioni cognitive richiedono un lungo e attento esame, che comprende sia una valutazione di base relativamente comune a tutti i pazienti sia modalità diverse da caso a caso. Infatti, l'esame deve essere via via più mirato secondo il profilo che emerge nel corso della valutazione.

Le finalità dell'esame neuropsicologico?

L'esame neuropsicologico può avere molteplici scopi: in primo luogo esso mira a fornire un quadro completo di un paziente, dando informazioni sulle sue abilità cognitive, e in alcuni casi può addirittura essere uno strumento diagnostico indispensabile, come per esempio nel sospetto deterioramento cognitivo o in caso di traumi cranici lievi in cui l'unico elemento a disposizione del medico per la diagnosi è proprio la valutazione neuropsicologica. Una seconda finalità, connessa alla precedente, è di tipo prognostico: la valutazione neuropsicologica può fornire indicazioni sull'esito di alcune patologia, come ad esempio i traumi cranici. Una costante valutazione dello stato del paziente traumatizzato cranico permette di predire l'entità di eventuali deficit permanenti (Ibidem).
Una terza finalità è quella della pianificazione dell'assistenza e degli interventi: al di là della diagnosi molti pazienti sono inviati per ottenere informazioni dettagliate sullo stato cognitivo, sulla presenza di alterazioni comportamentali e di personalità, spesso con la richiesta di valutare come i pazienti si adeguano alla disabilità. I pazienti stessi, e coloro che li assistono, devono conoscere come la malattia neurologica ha interessato il comportamento, per sapere quali sono i limiti imposti nella vita quotidiana e pianificarla di conseguenza. Una quarta finalità può essere quella di valutare la necessità di un trattamento, e in caso affermativo, indirizzare un progetto riabilitativo mirato a ripristinare (o sostituire) le funzioni riconosciute deficitarie, individuando contemporaneamente le abilità residue. L'indagine neuropsicologica, tuttavia, non solo serve a fornire la base di partenza per una terapia, ma anche a guidare il programma terapeutico durante tutta la sua attuazione e a monitorarne l'efficacia.
Infine, una quinta finalità è di natura legale-assicurativa: può essere richiesta un'opinione diagnostica oppure la descrizione di uno stato. Si può cioè essere chiamati a svolgere un'indagine neuropsicologica per ottenere in sede peritale una certificazione dei disturbi cognitivi residuati o meno in seguito a un trauma cranico occorso in occasione di un incidente stradale oppure sul lavoro; può anche essere necessario produrre una documentazione adeguata nel caso di un processo di interdizione in presenza di un deterioramento cognitivo.
La valutazione neuropsicologica comprende una serie di passaggi, che partono dall'incontro con il paziente per arrivare, attraverso uno screening, a identificare gi aspetti cognitivi da indagare in modo più approfondito (Ibidem).